Skip to main content

Nel precedente articolo abbiamo parlato dei 10 migliori vini italiani secondo le più importanti e famose guide enologiche d’Italia.
Da buon Siciliano è doveroso da parte mia soffermarmi sulla Sicilia, in particolare sui vini bianchi;
quell’eccellenze che rappresentano oltre la metà della produzione enologica della regione.
I vini bianchi siciliani sono quelli che conservano meglio il lato dolce e profumato della Sicilia, come se le uve riuscissero a catturare ogni singolo carattere della macchia mediterranea.
Tra i vitigni siciliani più famosi troviamo, Catarratto, Inzolia e Grillo, Carricante, Zibibbo e molti altri.

    • Quojane di Serramarrocco del Barone di Serramarrocco.

      Nel vino del Barone c’è sicuramente l’impronta dello zibibbo in purezza; un vitigno davvero particolare, di difficile emulazione. Nelle Quojane c’è l’agrume, i fiori di zagara, la frutta candita; ci sono note lampanti di miele, pesche noce e un dolce floreale di gelsomino.

    • Etna Bianco A Puddara, Tenuta di Fessina

      Un Doc Carricante 100% un giallo paglierino con riflessi verdolini. I profumi spaziano dalla grafite, alla scorza d’arancia per passare al fruttato. Non manca l’impronta vegetale negli odori come la ginestra e le erbe aromatiche. Data la territorialità troviamo una mineralità ed un’alta acidità. Il finale è sapido e marino, come la salsedine del mare.

       

    • Etna Bianco Contrada Cavaliere, Benanti

      Si presenta giallo paglierino con accesi riflessi verdi. È un vino che a naso si presenta intenso, ricco, ampio, delicato, con sentori di zagare e di mela. Al palato è secco, minerale, armonioso con una gradevole acidità. Ha un’ottima stabilità aromatica ed un retrogusto mandorlato.

       

    • Sicilia Chardonnay Vigna San Francesco, Tenuta Regaleali Tasca d’Almerita

      Lo Chardonnay è una varietà molto precoce che raggiunge la sua maturazione tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, con poche variazioni da annata ad annata. Nel 1985 Lucio Tasca d’Almerita decise di confrontarsi con il vitigno bianco più celebrato al mondo. È un vino capace di coniugare la parte più sapida e fresca con un buon equilibrio.

       

    • Sicilia Menfi Chardonnay, Planeta

      In questo Chardonnay emergono tutte le caratteristiche che hanno reso così famoso questo vino: a partire dal colore oro chiaro profondo ma trasparente. Fin dall’analisi visiva si intuisce il piacevole contrasto di cremosità e squisitezza che aspetterà l’assaggio.

       

    • Tendoni di Trebbiano, Centopassi

      L’eccezionalità è contenuta nelle piccole cose. La cantina Centopassi produce solamente 2.000 bottiglie e 10 magnum di questo splendido vino, cresciute nelle terre sequestrate alla mafia. 

      Salta subito all’occhio il giallo dorato di questo vino e le notevoli espressioni di note intense di fiori bianchi, tiglio e ginestra. Al palato è affascinante, con aromi di frutta esotica, agrumi, note di mandorla ed erbe aromatiche. Il tutto è sorretto da esuberante freschezza e mineralità.

       

    • Sicilia Chardonnay Laudàri, Baglio del Cristo di Campobello

      Maturato per 4 mesi in barrique, il Laudàri possiede profumi floreali, cenni di agrumi, sentori di frutta bianca, e toni di miele. Nell’odorare il bordo del bicchiere possiamo incrociare sentori di spezie ed una sensazione di iodio. In bocca, il vino è avvolgente, con un sorso morbido, ricco e ampio, dal finale persistente e dalla nota di chiusura salata.

       

    • Didyme, Tenuta Capofaro Tasca d’Almerita

      Una Malvasia secca dalla buona acidità che ne esalta la sua sapidità, dopotutto è coltivato su un’isola vulcanica. Non mancano le note di erbe aromatiche e floreali che richiamano la macchia mediterranea tipica di Salina. Questo vino insomma esprime il territorio su cui risiede l’uva al 100%.

       

    • Salina Bianco 2019, Colosi

      Per metà catarratto e metà insolia , il Salina Bianco possiede un ventaglio aromatico ampio e stratificato: si apre su sentori di timo e finocchietto selvatico per avanzare verso note agrumate e di frutta esotica. Il sorso è elegante, scandito da una spiccata acidità iodata che culmina in un finale dagli spiccati sussurri balsamici e salmastri. Questo vino nasce su un terroir unico quale quello dell’Isola di Salina.

       

    • Vecchio Samperi, Marco De Bartoli

      Intensi aromi di frutta secca, fiori di zagara, ardesia, salsedine e spezie orientali; quando si parla di De Bartoli si assapora la poesia. Il sorso è strutturato, avvolgente e imponente. La persistenza è sensazionale. Uno dei migliori vini Siciliani ottenuto da un invecchiamento ventennale con un metodo immortale.

Leave a Reply