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Quando si vendemmia? La raccolta dell’uva fra storia e modernità

La vendemmia rappresenta un evento annuale legato al lavoro in vigna e non solo; rappresenta un rituale inserito nelle tradizioni agricole del nostro paese che da sempre porta con sé un grande fascino che ha ispirato poeti, scrittori, artisti e amanti della natura. 

Le prime testimonianze documentate della vendemmia risalgono al 10.000 a.C. nelle zone della Mezzaluna Fertile. Nelle antiche civiltà Mesopotamiche la raccolta dell’uva era una vera e propria cerimonia religiosa di ringraziamento agli dei per i frutti donati all’uomo dalla terra. Anche nell’antica Roma, il 19 agosto, si celebrava l’inizio della vendemmia con i “Vinalia Rustica”. Sia Varrone che Plinio il Vecchio descrivono questa festa in onore di Giove che dava inizio al periodo della raccolta del vino. Ma fu Columella nel suo trattato “De Re Rustica” a tramandarci, sostenuto da calcoli specifichi e minuziosi, i vantaggi economici che può offrire un vigneto “per chiunque sappia unire la diligenza alla scienza”.

La vendemmia attraverso i secoli

Secondo gli scritti di Columella la vendemmia si effettuava dal mese di agosto fino a novembre, con la piena maturazione delle uve. Il controllo della maturità si basava sul gusto degli acini, sulla struttura dei grappoli e soprattutto dal colore scuro dei vinaccioli. Una valutazione molto “ad occhio”, empirica, sostenuta dall’esperienza, che oggi non potremmo più compiere. L’uva era raccolta a mano con strumenti simili a coltelli, depositata in piccoli recipienti e poi riversata nelle “lacus vinaria”, delle vere e proprie cisterne, dove poi veniva pigiata e riversata nelle anfore. 

Nella società contadina, la data d’inizio della vendemmia era stabilita dal “capoccia“, che grazie a ripetuti assaggi valutava la ricchezza zuccherina degli acini. Intere famiglie si spostavano di podere in podere, gareggiando a chi vendemmiava prima il filare assegnato. A prescindere da quale fosse il periodo storico, molti vignaioli cercarono e cercano tuttora in maniera spasmodica di capire come cogliere quell’attimo perfetto; il momento giusto, ideale, cruciale, per raccogliere l’uva al massimo del suo vigore. 

Vendemmia: come si sceglie il momento migliore?

Le tempistiche della vendemmia sono influenzate da un gran numero di variabili: tipo di suolo, stratificazioni del terreno, tipologia di coltivazione, esposizione al sole e al vento. Fondamentale è valutare il tipo di vitigno coltivato: ogni produttore deve fare scelte che esaltino una determinata caratteristica dell’uva nel rispetto del vino che vuole ottenere. Parliamo quindi di maggiore acidità, più profumi, meno tannino, più sapidità, etc.

Una volta stabilito il momento giusto e ideale, il vignaiolo inizia la vendemmia che porterà l’uva dalla pianta alla cantina dove inizierà il processo di vinificazione che consiste nella fermentazione alcolica degli zuccheri contenuti negli acini maturi che trasformerà il mosto in vino. Una volta avuto il mosto, questo viene poi trasferito nelle botti o in contenitori appositi, dove rimarrà fino a maturazione. Rimangono le bucce e i raspi, cosiddette vinacce, che si buttano o si utilizzano per fare la grappa o l’acquavite.

La raccolta dell’uva manuale e meccanica

Sebbene ci siano delle macchine che sveltiscono il procedimento della vendemmia, per determinati vigneti il fascino della raccolta manuale non è ancora passato di moda: lungo, lento e laborioso ma molto più affascinante e soprattutto preciso e attento. Anche volendo usare la vendemmia meccanica, non tutti i vigneti possono essere vendemmiati con tecniche moderne.

Ad esempio i vigneti a strapiombo o quelli a grandi pendenze non permettono una “normale” vendemmia ma si attua quella che in gergo viene chiamata “eroica”: una vera e propria impresa che porta i vignaioli a vendemmiare con le imbragature, sospesi nel nulla. Per secoli il rituale della vendemmia è stato una cerimonia sociale di primaria importanza, un’occasione di aggregazione e condivisione, di festa e celebrazione e per questo continua ad avere un forte valore sia storico che antropologico di grande importanza. 

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